Introduzione al Clicker Coaching

Perchè il clicker?

Non c’è nulla che leghi maggiormente l’ uomo al cane, che le attività di collaborazione.
I cani hanno un legame speciale con noi e amano fare cose che ci rendono felici ed orgogliosi di loro.
Durante la nostra storia comune, abbiamo imparato a cooperare in molti differenti campi, due tra questi sono la caccia e la pastorizia.

An herding dog.

Un cane aiuta a governare un gregge.

Oggigiorno possiamo insegnare ai nostri cani un sacco di cose per andare incontro al loro bisogno di lavorare con noi, senza dover ricorrere alla caccia ed alla conduzione delle greggi.

Infatti ci sono molti sport che possiamo fare insieme a loro (agility, obedience, flyball, disk dog e molti altri), ma ciò che preferisco sono quelle attività che hanno come focus l’accrescimento della mente dell’ animale.

A dog slaloming between sticks

Un cane impegnato in un esercizio di Agility.

Lasciate che vi dia un esempio: invece dell’ agility potremmo praticare la mobility.

Eliminando l’ ansia per il successo e la competizione, possiamo concentrare i nostri sforzi nello spingere i nostri cani ad imparare come approcciare nuove situazioni, superfici sconosciute ed oggetti strani.

Il Clicker Coaching rientra in questa categoria di attività da svolgere per stimolare la mente del cane, senza attivare livelli di stress elevati.

Cos’è il Clicker Coaching?

Oggi voglio quindi parlarvi di questa tecnica fantastica che ho imparato da Angelo Vaira alla Scuola Think Dog.
Agli occhi di un non esperto sembrerebbe la stessa cosa che una normale seduta di Clicker training: in effetti utilizziamo un clicker e possiamo modellare un comportamento con tutte le tecniche classiche del Clicker training.

Per saperne di più sul clicker training potete leggere questo libro di Karen Pryor.

Ciò che cambia è il nostro focus e cosa vogliamo sottolineare con il “click”.

In questa attività vogliamo aiutare il nostro amico a quattro zampe ad utilizzare la mente per capire il problema e cosa vogliamo.

Al contrario che nel Clicker training classico, non premiamo l’ avvicinarsi all’ obbiettivo se questo è avvenuto casualmente.

Non dobbiamo mettere pressione al cane e dobbiamo permettergli di pensare cosa potrebbe fare per ottenere il “click”.

What's Next?

 

Certamente è necessario che si sia molto bravi nel calibrare le richieste e che le si renda più difficili in un tempo abbastanza lungo, senza forzare le tappe.

Se faremo un buon lavoro, la promessa è che quando raggiungerà l’ obbiettivo, il nostro cane otterrà un enorme sensazione di realizzazione e soddisfazione e che noi avremo passato del tempo piacevolmente con lui, divertendoci un mondo.

Continuate a seguire il blog.

Questo articolo è stato solo una brevissima introduzione al Clicker Coaching e spero di aver indotto in almeno qualcuno di voi la curiosità di volerne sapere di più.

Prossimamente avremo occasione di approfondire, iniziando dall’ illustrare come approcciarsi a questa tecnica per poi proseguire con delle descrizioni di esercizi completi.

Il seme di oggi: quando pratichi Clicker Coaching, fai attenzione a quei momenti in cui il cane inclina leggermente la testa per pensare cosa fare. Sono momenti fantastici e ti riempiranno il cuore di gioia ed amore.

Per approfondire il clicker training: L’arte di addestrare il cane (Karen Pryor).

Per approfondire il gioco col cane: Un cuore felice. L’arte di giocare con il tuo cane (Angelo Vaira e Valeria Raimondi).

Se siete interessati ad acquistare un clicker potete trovarne uno molto maneggevole a questo link , oppure un modello indicato per cani sensibili al rumore come questo, col quale è possibile modulare l’ intensità del suono.

Per saperne di più contattatemi pure.

Umberto.

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