Insegnare al cane ad andare al guinzaglio

Credo  che passeggiare armoniosamente col proprio cane al guinzaglio sia bellissimo ed è un’esperienza che auguro di provare a chiunque ami i cani.

Purtroppo spesso la realtà è ben diversa e la passeggiata col cane si trasforma in una battaglia a chi tira di più il guinzaglio.

In questo articolo imparerai qual’è il percorso corretto che ti porterà a fare delle magnifiche passeggiate in compagnia del tuo cane.

Un Bulldog con guinzaglio e pettorina.

Un Bulldog con pettorina e guinzaglio.

Come deve essere il guinzaglio?

In commercio esistono molti diversi tipi di guinzaglio, quelli da non prendere assolutamente sono i modelli troppo corti, i guinzagli allungabili e quelli elastici.

Il guinzaglio dovrebbe essere lungo 3 metri, tipo questo, ma può essere sufficiente anche da 2 metri.

Purtroppo da qualche anno è cambiata la legge e quindi in città si deve portare il guinzaglio accorciato ad un massimo di 1,5 metri, ma in campagna potremo poi tenerlo allungato.

Il guinzaglio deve essere lungo perchè è necessario lasciare al cane abbastanza spazio per muoversi.

Un secondo motivo è che vogliamo evitare che il guinzaglio sia sempre in tensione ed un modello troppo corto sarebbe controproducente.

Pettorina o collare?

Per chi si chiede se sia meglio utilizzare la pettorina o il collare, dico subito che preferisco assolutamente la pettorina.

Il collare a strozzo lo ritengo uno strumento di tortura e a chi sostiene il contrario andrebbe chiesto come mai non si sognerebbe mai di applicarlo al proprio figlio.

È riprovato inoltre in diversi studi scientifici che è dannoso per la salute del cane (collasso della trachea, danni al cervello, problemi alla tiroide).

Per chi volesse approfondire il discorso metto questo link relativo ad uno studio sui danni al cervello e all’indirizzo di questo link potrete leggere un articolo del Dr. Dobias sui danni relativi alla tiroide.

Per quanto riguarda invece i collari normali ci sono da dire due cose:

  1. se il cane tira è comprovato che può comunque procurarsi danni alla trachea e inoltre da alcuni studi pare che possa creare problemi anche alla tiroide. Ovvamente è uno strumento molto meno invasivo di quello a strozzo.
  2. Quando incontra altri cani o delle persone, il cane comunica principalmente muovendo la testa ed il collo, ma col collare questi movimenti vengono impediti. Questo provoca tensioni indesiderate nei momenti in cui incontriamo altri cani o persone.

Quindi, eccezion fatta per pochissime tipologie morfologiche di cane (ad esempio alcuni levrieri), per le quali potrebbe essere complicato trovare una pettorina adeguata, per me il cane si conduce con la pettorina.

Quale tipo di pettorina?

Si trovano in commercio moltissimi tipi differenti di pettorina ed i criteri per scegliere quella giusta sono la praticità, la robustezza e  il rispetto dell’ anatomia del cane.

Tra le varie tipologie le mie preferite sono quelle ad “H” come queste.

Questo tipo di pettorina non provoca tensioni alle articolazioni del cane, oltre a consentire un’ ottima libertà di movimento.

In queste pettorine ad “H” inoltre, in caso di necessità il moschettone del guinzaglio può essere agganciato sul davanti.

Questo può essere utile in alcune fasi di rieducazione di cani che tirano al guinzaglio.

Come dovrebbe essere una passeggiata al guinzaglio.

Nella passeggiata ideale il cane cammina mantenendo il guinzaglio morbido, cerca spesso il contatto visivo con noi e se per caso il guinzaglio sia tende lui si ferma e subito ci guarda in cerca di indicazioni.

Per quanto ci riguarda noi dobbiamo cercare di assecondare il più possibile le sue necessità di esplorazione e la sua voglia di curiosare, ponendo dei limiti per motivi di sicurezza e direzionando la passeggiata verso la strada desiderata.

È inutile pretendere di fare tutta una passeggiata col cane al piede, quel tipo di andatura può essere utile in alcuni passaggi, come quando attraversiamo una strada o passiamo in un luogo affollato, ma non deve essere la regola.

Desideriamo avere al nostro fianco dei cani educati e capaci di relazionarsi con l’ambiente, non vogliamo dei robot.

Passiamo alla pratica: 5 esercizi da mettere subito in pratica.

Nelle righe seguenti descriverò cinque esercizi che possono essere svolti separatamente l’uno dall’altro, ma che praticati in maniera coordinata in un programma di apprendimento della condotta al guinzaglio danno ottimi risultati in relativamente poco tempo.

1° esercizio: Vieni-Stop.

Come prerequisiti di questo esercizio abbiamo che il cane conosca il seduto ed il resta.

Per fare questo primo esercizio il cane deve essere libero senza guinzaglio.

Si procede in questo modo:

si mette il cane in posizione di seduto e gli diciamo “resta”.

Mentre il cane rimane in attesa,  ci allontaniamo all’indietro di circa dieci passi, mantenendo il corpo rivolto verso il cane.

A questo punto ci fermiamo e diciamo “vieni” al cane, utilizzando un tono di voce allegro e invitandolo a raggiungerci.

Quando il cane arriva a circa un metro da noi, diciamo “stop” e stendiamo il braccio in avanti mettendo la mano come quando vogliamo indicare a qualcuno di fermarsi (lo stesso gesto che utilizziamo nel comando resta).

È molto utile fare  anche un passo verso il cane così da aumentare le possibilità che si fermi e si sieda.

Quando il cane si è fermato e seduto, gli diciamo bravo e lo premiamo.

Questo primo esercizio non è direttamente collegato alla passeggiata, ma è utile perché insegna al cane il segnale di “stop”.

Il segnale di “stop” ci è di grande aiuto in passeggiata.

L’esercizio “vieni-stop” insegna inoltre al cane a fermarsi prima di arrivare da noi o da qualsiasi altro individuo.

Questa gestione dello spazio sarà utilissima quando il cane incontrerà persone e soprattutto cani durante la passeggiata, perché avrà appreso un importante elemento della corretta socializzazione.

La gestione degli spazi prende il nome di prossemica.

2° esercizio: Andiamo-Stop.

L’ unico prerequisito è che il cane abbia appreso il significato della parola “stop”.

Per svolgere l’esercizio il cane indosserà la pettorina con il guinzaglio agganciato.

Si procede in questo modo:

si mette il cane in posizione di seduto e gli diciamo “resta”.

Mentre il cane rimane in attesa,  ci muoviamo di qualche passo in avanti.

Ci muoviamo stando bene attenti che i piedi siano rivolti in avanti, mentre col busto rimaniamo rivolti verso il cane e con la mano libera dal guinzaglio continuiamo ad indicare al cane di restare fermo.

Arrivati a circa tre passi di distanza ci fermiamo.

A questo punto diciamo “andiamo”, mettiamo quindi anche il corpo rivolto verso la direzione di marcia e iniziamo a camminare lentamente ed incitando il cane a seguirci.

Quando sarà arrivato a circa 1 metro da noi ci giriamo verso il cane e gli diciamo “stop”.

Contemporaneamente la mano libera la utilizziamo per indicare al cane di fermarsi, facendo il medesimo gesto che usiamo nel comando resta.

Se il cane continuasse a camminare facciamo un mezzo passo verso di lui, questo dovrebbe farlo fermare.

Il cane si ferma, si siede e lo premiamo.

Il cane può anche solo fermarsi senza sedersi, va benissimo ugualmente e quindi lo premiamo comunque.

Dopo qualche prova, ripetiamo l’esercizio apportando qualche modifica: teniamo il corpo fin dall’ inizio rivolto in avanti e quando diciamo “stop” usiamo solo la mano libera per indicare al cane di fermarsi se lo vediamo cercare di proseguire.

3° esercizio: Start Line.

Come prerequisito è necessario che il cane sappia stare in resta.

Anche in questo caso, per svolgere l’esercizio il cane indosserà la pettorina con il guinzaglio agganciato.

Prepariamo l’esercizio.

Mettiamo il cane in resta in un punto ben marcato, come punto di riferimento possiamo prendere qualsiasi cosa, un vaso, una mattonella, un lampione.

Tracciamo quindi una linea immaginaria che vada da sinistra a destra davanti alle zampe anteriori del cane.

Questa sarà la nostra linea di partenza  (in inglese start line).

Adesso prendiamo un premio molto appetibile o una piccola manciata di premetti più piccoli e mostriamoli al cane.

Mantenendo il cane in resta, muoviamoci in direzione retta davanti al cane, per cominciare una decina di passi potrebbe bastare.

Arrivati alla distanza desiderata, mettiamo a terra la ricompensa,  meglio se appoggiata su qualcosa così da rimanere rialzata e in bella vista, altrimenti segnaliamo il punto appoggiandoci a fianco un conetto.

In commercio ci sono molti tipi di conetti (vi metto il link di una tipologia di coni per meglio rendervi conto di cosa parlo), acquistarne qualcuno comporta una spesa minima, ma possono essere utilizzati in moltissime attività da svolgere col cane.

Torniamo adesso dal cane.

Se il vostro cane non fosse così ben preparato nel resta da poter rimanere in attesa mentre voi svolgete queste operazioni, è forse il caso di fare un po’ di ripasso, vi metto qui il link all’articolo dedicato, ma comunque è possibile svolgere ugualmente questo esercizio.

In questo caso basterà che portiate con voi il cane legato al guinzaglio fino al punto dove posizionate i premi, impedendogli ovviamente di prenderli e che poi lo riportiate dietro la linea di partenza.

L’esercizio vero e proprio.

col cane al nostro fianco in resta e mantenendo il guinzaglio morbido (non tirato ed in tensione) diciamo “andiamo” e iniziamo a camminare lentamente.

Il cane proverà a partire “a razzo” e chi non lo farebbe?! Ci sono dei bei premi ad aspettarlo! 🙂 .

Il nostro compito è  quello di prestare attenzione al guinzaglio: quando il cane sorpassandoci farà sollevare il guinzaglio ed il moschettone col quale è agganciato alla pettorina, noi ci  fermeremo.

A questo punto il guinzaglio sarà teso e per nessun motivo il cane deve poter avanzare e ancora meno poter raggiungere i premi.

Riportiamo quindi senza strattoni, ma con fermezza, il cane al punto di partenza e ripetiamo l’ esercizio.

Il cane potrà raggiungere i premi solo quando percorrerà tutto il tragitto con il guinzaglio morbido.

Un piccolo suggerimento è di modulare la nostra velocità di movimento.

Ad esempio potremmo accelerare se ci rendiamo conto che altrimenti il cane è troppo in difficoltà per raggiungere con successo il premio e quindi, per tenerlo motivato, decidiamo di farlo “vincere” abbassando un poco il livello di difficoltà.

Nel caso contrario, cioè quando decidiamo di rendere l’esercizio più difficile, possiamo procedere più lentamente ed aumentare la distanza a cui mettere i premi.

Una bella passeggiata in campagna.

Una bella passeggiata in campagna.

4° esercizio: Facciamo l’Albero.

Non è necessario alcun prerequisito.

Anche in questo caso, per svolgere l’esercizio il cane deve indossare la pettorina con il guinzaglio agganciato.

Nell’esercizio del fare l’ albero il si cammina solamente con il guinzaglio morbido.

Questa pratica rende al meglio quando viene fatto in una zona ampia in cui è possibile muoversi in tutte le direzioni.

In cosa consiste?

E’ molto semplice, troviamo un luogo abbastanza tranquillo ed ampio ed iniziamo a passeggiare in una direzione col cane, continuiamo a camminare finchè il guinzaglio rimane morbido e con il moschettone appoggiato al corpo del cane.

Quando il guinzaglio si tende facendo alzare il moschettone, ci fermiamo.

A questo punto giriamo i piedi verso un’altra direzione e chiamiamo il cane.

Quando ci raggiunge lo premiamo e ripartiamo nella nuova direzione, quella indicata dai nostri piedi.

Il lavoro da fare in questo esercizio è tutto qua, noi facciamo l’albero quando il guinzaglio si tende e il cane deve sviluppare nel tempo l’attenzione a cosa stiamo facendo noi, piuttosto che allontanarsi incurante delle nostre intenzioni.

Questa pratica è utile che sia svolta in ogni passeggiata che facciamo col cane.

Partiamo con 5 minuti di esercizio ed aumentiamo di volta in volta di 1 minuto in più fino ad arrivare a far sì che tutta la passeggiata sia svolta in questa maniera.

E’ però importante che durante i primi 15 minuti della passeggiata il cane non sia stressato con compiti da svolgere, possa espletare i propri bisogni e che solamente dopo si passi all’esercizio vero e proprio.

Alcuni suggerimenti.

Il primo suggerimento che voglio darvi è quello che dovete sempre ricordarvi che la passeggiata col cane deve essere un momento di svago anche per noi, la buona scusa che abbiamo per spezzare la giornata con una bella passeggiata all’ aperto.

Armati di questo spirito, sarà quindi naturale cercare sempre posti nuovi dove andare e strade alternative da percorrere, utili ad inserire elementi di variabilità e quindi impedire che il cane tenda a tirare dritto per raggiungere il prima possibile la meta prefissata.

Oltre agli esercizi specifici per la passeggiata è bene far svolgere anche altre piccole attività al cane in vari momenti della passeggiata stessa.

Basta usare la fantasia ed una panchina può trasformarsi in un tunnel sotto il quale passare, oppure in un ostacolo su cui salire, un ciuffo d’erba potrebbe invece essere il nascondiglio perfetto per un premietto da far cercare al nostro amato cane.

Come sempre partiamo da luoghi calmi e con poche distrazioni, per poi progredire verso situazioni più complesse e piene di distrazioni per il cane.

Una cosa fondamentale è ricordarsi che il cane deve uscire tutti i giorni almeno tre volte al giorno e per molti minuti, l’ideale sarebbe almeno un’ora, ma almeno 25/30 minuti sono proprio il minimo indispensabile.

Se così non fosse, tutti gli esercizi del mondo non possono far sì che quel cane non tiri al guinzaglio, infatti avrebbe talmente tante cose da fare ed energie da utilizzare in troppo poco tempo.

Non potrebbe nè trattenersi e nè concentrarsi.

Un ultimo suggerimento che voglio darvi è questo: un’incerata ed un paio di stivali per noi ed un impermeabile per il nostro cane possono trasformare un giorno di pioggia in una occasione per una buona passeggiata.

Conclusioni.

Abbiamo visto 5 esercizi ed alcuni suggerimenti che possono essere utili al raggiungimento dell’obiettivo ambito da tutti i proprietari di cani e cioè poter passeggiare in tranquillità col proprio cane.

Sono esercizi semplici in contano i particolari, quindi in quei casi in cui il cane può sembrare non progredire verso il tipo di condotta al guinzaglio che desideriamo, potrebbe essere utile e saggio rivolgersi ad un educatore cinofilo.

Per chiunque ne cercasse uno al di fuori della zona in cui opero, o preferisse rivolgersi a qualcunaltro, metto qui sotto il link alla pagina di ricerca dell’ educatore Think Dog più vicino a te.

Mappa Educatori Think Dog.

Ovviamente vi invito a scrivermi contattandomi qui, per chiedermi per farmi qualsiasi domanda a riguardo la passeggiata.

il seme di oggi: quando dovete uscire con il cane non esiste buono o cattivo tempo, esiste solo buono o cattivo equipaggiamento.

La prossima settiamana parleremo del richiamo.

Note:

Un libro che vi suggerisco per approfondire l’ argomento  è  “Aiuto il mio cane tira!” di Turid Rugaas.

Un buon DVD sull’ argomento è “My dog pulls. What do I do?” sempre di Turid Rugaas.

Per saperne di più contattatemi pure.

Umberto.

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